Dal 2015 la Spagna ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica nelle operazioni verso la Pubblica Amministrazione (B2G), utilizzando il formato FACTURAE. Per allinearsi alla recente
direttiva europea ViDA (
VAT in the Digital Age), ha avviato una profonda revisione del sistema tramite varie leggi e decreti tra cui il DdL del 5 marzo 2025.
Gli obiettivi principali sono:
- armonizzare i sistemi nazionali con i requisiti europei EN 16931;
- rafforzare il contrasto all’evasione fiscale;
- migliorare tracciabilità, trasparenza e controllo.
DdL del 5 marzo 2025 – nuovo scenario B2B
Il progetto di legge presentato il 5 marzo 2025 introduce una riforma strutturale per la fatturazione elettronica B2B:
- Formati supportati: al formato XML proprietario FACTURAE (non conforme ad EN16931) sarà preferibile l’utilizzo di UBL, e saranno inclusi i formati CII ed EDIFACT, similmente a quanto avvenuto in Italia per l’integrazione tra UBL e CII.
- Interoperabilità: compatibilità obbligatoria tra piattaforme, incluse quelle pubbliche FACeB2B e la futura VERI*FACTU.
- Gestione fatture e pagamenti: obbligo di gestire accettazione, stato e scadenze; i pagamenti devono essere comunicati entro 4 giorni dalla data effettiva.
- Piattaforme private certificate: abilitate a gestire tutti e quattro i formati, a interfacciarsi reciprocamente e con quelle pubbliche.
- Flessibilità temporale: scaglioni di entrata in vigore differenziati per dimensione aziendale: 12 mesi per chi ha fatturato oltre 8M€; 24 mesi per le realtà più piccole.
- Tempistiche residue: le specifiche tecniche e l’approvazione UE sono ancora in corso; pertanto sono previste fasi ulteriori.
Impatti del DdL del 5 marzo 2025 per le imprese
Il DdL del 5 marzo 2025 avrà un forte impatto sulle imprese, chiamate ad aggiornare i sistemi per supportare formati come
UBL, CII ed EDIFACT e a interfacciarsi con piattaforme pubbliche e private certificate.
Sarà essenziale garantire l’
interoperabilità con FACeB2B e i futuri sistemi B2B, mentre i processi di accettazione, pagamento e audit diventeranno tracciati digitalmente, riducendo tempi e rischi di frode.
Le scadenze differenziate tra il 2026 e il 2028 offriranno alle PMI un margine per adeguarsi, con esenzioni parziali per chi utilizza già il sistema SII grazie al livello di compliance raggiunto.
Come conformarsi con Comply
Il DdL del 5 marzo 2025 rappresenta un passaggio fondamentale nella
digitalizzazione fiscale della Spagna, in linea con il piano ViDA dell’UE. La transizione, seppur complessa, mette al centro interoperabilità, tracciabilità e lotta all’evasione. Lo slittamento delle scadenze mitiga l’impatto operativo, offrendo alle imprese il tempo necessario per adeguarsi.
Per le imprese italiane che commerciano con la Spagna, sarà cruciale:
- adeguare i propri sistemi ai nuovi formati e protocolli;
- interfacciarsi con piattaforme private certificate o pubbliche;
- monitorare le scadenze 2026–2028 per non incorrere in sanzioni.
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